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NON HAI FRETTA?    CURATI  CON LA MEDICINA     AYURVEDICA

di MARCO RESTELLI 

Vi piacerebbe farvi massaggiare  con il riso caldo? É molto utile  contro lo stress. Se poi siete sull'orlo di un esaurimento nervoso vi conviene sdraiarvi: lasciate che un medico indiano vi versi sulla fronte per un'ora un fílo d'olio fatto di sesamo, centella  asiatica e altre erbe. Avete la febbre? Prendete un composto di mercurio, zolfo, aconito e borace. Per la tosse basta l'uva secca. Per il diabete invece ci vuole una medicina decisamente più preziosa: oro, argento, perla, corallo, piombo, stagno ferro.  Vi può capitare di tutto, se vi curate con la l 'Ayurveda  (da Ayur, "vita" e veda, "conoscenza") l'antica medicina indiana. Magia? No, una scienza che ha tremila anni  e oggi é piú viva che mai: in India é una disciplina insegnata in 116 università (il corso di laurea dura sei anni) e praticata in 1.700 ospedali da 300mila medici che hanno a disposizione un prontuario di 21milafarmaci.

E da noi curarsi con l'Ayurveda é diventato di moda. “É l'Italia il Paese occidentale dove l'Ayurveda si sta diffondendo con maggiore  rapidità.. Siamo all'avanguardia in Europa, rm abbiamo un problema paradossale: la domanda supera di troppo l'offerta, perché i medici specializzati in questa disciplina, nel nostro Paese, sono ancora pochissimi".

 Gino Veronesi é stato uno dei primi italiani, nel 1967, ad occuparsi di medicina indiana e oggi con Ambrosia, la sua erboristeria a Firenze, é uno dei maggiori importatori e distributori di prodotti ayurvedici.   

   Che cosa può curare l'Ayurveda? "Tutto, essendo un sistema rnedico completo", risponde Veronesi. "Certo, in alcuni campi é piú efficace che in altri: per esempio nelle malattie cro niche, anche perché i suoi prodotti non sono tossici, a differenza di quelli occidentali. Prendiamo per esempio l'artrite: spesso un paziente occidentale deve interrompere la terapia dopo 15 giorni, perché il suo fegato non la sopporta. 1 farmaci ayurvedici invece possono venire somministrati anche a lungo perché non hanno nessun effetto collaterale. E funzionano meglio".

  Di questa antica dottrina si è discusso a Milano dal 25 al 27 novembre scorso al Congresso internazionale sulla conoscenza di se stessi, che sarà dedicato alle medicine naturali, dall'omeopatia, al massaggio shiatsu, alla musicoterapia. Relatore sull' Ayurveda sará Swami (cioé maestro) Joythirnayananda, uno dei pochi medici ayurvedici residenti nel nostro Paese.

Per fare la diagnosi il medico ayurvedico ascolta iI polso del paziente. Questo infatti è lo  strumento principale utilizzato dai medici indiani (detti vaidya) per dedurre una quantità  incredibile di informazioni.

   Una volta diagnosticato uno squilibrio nei dosha e quindi uno stato di malattia, la terapia ayurvedica  prevede il ricorso a farmaci classificabili in tre grandi categorie: medicine di origine vegetale, animale o minerale. Minerali e metalli vengono fatti bollire in decotti di particolari piante, per purificarli dagli elementi tossici, quindi sottoposti a calcinazione, ridotti in polvere e mescolati ad altri preparati.

    "I prodotti ayurvedici vengono ormai prescritti dai medici italiani più sensibili alle vie di cura naturali o alternative, sono reperibili in un numero crescente di farmacie omeopatiche, in una trentina di centri specializzati e soprattutto in molte delle 3.500 erboristerie italiane", spiega Gino Veronesi del centro Ambrosia. Ma c'è un  problema: nessun italiano é ancora arrivato a un livello di specializzazione cosi alto da consentirgli di preparare questi farmaci. "E i medici indiani  nel nostro Paese (come il professor Bhagwan Dash, che arriva ogni mese all'Istituto di Ayurveda di Firenze) sono ancora troppo pochi", aggiunge Veronesi. "Cosi, non resta che la strada dell'importazione dall'India".

  "II problema é che qualcuno ci specula", denuncia Gabriella Cella, docente di massaggio ayurvedico (é stata la prima donna a insegnarlo nelle carceri italiane): "un prodotto ayurvedico che in India costa l'equivalente di mille lire qui ne costa 20mila. Non credo sia tutta colpa delle tasse sull'importazione...". Nonostante qualche ostacolo, però, l'interesse verso un sistema medico cosi diverso dal nostro continua a crescere.   La principale ragione di questo piccolo boom sta probabilmente nell'approccio stesso che l'Ayurveda ha verso il malato: un approccio di tipo olistico. "Olismo" é oggi il termine chiave nell'elaborazione teorica delle cosiddette Medicine Alternative: consiste nel considerare il corpo umano non come semplice somma delle sue parti, bensi come un organismo complesso, frutto anche delle interazioni fra il corpo e l'ambiente, e fra la psiche e il corpo. Insomma una malattia non é mai un "fatto isolato".

   "L'Ayurveda non cura il sintomo, cura il malato nella sua interezza", dice Joythimayananda. "II meccanismo nel suo insieme é più importante del granello di sabbia che lo inceppa". In base a questa filosofia il medico ayurvedico  prende in considerazione non solo i sintomi ma anche l'ambiente che circonda il malato, la sua alimentazione, il suo stato psichico, instaurando cosi un rapporto stretto, confidenziale, con il paziente.

   "II vero scopo dell'Ayurveda é rafforzare il corpo per prevenire le malattie, e solo in seconda istanza si pensa a curarle, riequilibrando i tre dosha", aggiunge Joythimayananda.  Uno degli strumenti principali in quest'opera di prevenzione é Yabyangam, un'antica tecnica di massaggio che si pratica con le mani, le braccia  e i piedi, e che influisce anche sugli organi interni del corpo. Questo massaggio indiano ayurvedico si va diffondendo con una certa rapiditá nel nostro Paese e, per far fronte alla crescente domanda da parte di pazienti che ne hanno provati i benefici, Gabriella Cella ha fondato la scuola Yogaratna di Piacenza, un istituto per la formazione di insegnanti in questa disciplina dove yoga e Ayurveda si intersecano. "Mi sono specializzata in India nelle tecniche di massaggio ayurvedico e 11 ho capito l'indissolubile legame con lo yoga. É su questo che punto, nelle mie terapie", spiega Cella. "Per esempio nella cura dell'asma. Poiché un asmatico non sa respirare, io do al paziente esercizi di yoga perché impari una corretta respirazione, poi gli insegno a tenere opportune posizioni yoga, quindi arrivo al massaggio ayurvedico vero e proprio, cioé insegno al paziente come e dove toccare il proprio corpo".

   Ma l'Ayurveda non si é dimostrato efficace solo con le malattie croniche come l'asma, anzi: "A giudicare dal tipo e dalla quantità di farmaci ayurvedici che ci chiedono, gli italiani devono avere tutti il fegato a pezzi", scherza l'erborista Veronesi. "I farmaci epatici, come il Liv 52, sono infatti quelli che hanno maggiore successo. E non solo nel nostro Paese: i russi ad esempio curano proprio con questo farmaco ayurvedico i danni provocati al fegato da un eccesso di vodka. II secondo campo in cui gli italiani si rivolgono all'Ayurveda é quello dei farmaci anti-stress: chiedono prodotti che cancellino la stanchezza e diano nuova energia", aggiunge Veronesi, "e in questo ha molto successo una specie di 'marmellata', che si chiama chavanaprasa, composta da 51 elementi ricostituenti".

   E i limiti dell'Ayurveda? "Unicamente nella cura delle epidemie", aggiunge Veronesi, "proprio perché é una medicina, 'lenta', a misura d'individuo, e non sa affrontare rapidamente le malattie virali su larga scala".

   Ma alla fine rimane un dubbio: l'Ayurveda si può davvero qualificare come scienza nel senso occidentale del termine? L'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità, ha risposto di si, e nel 1976 l'ha incluso nei suoi programmi di ricerca. A Parigi, dal 1983, medicina e farrnacopea indiane sono terna d'insegnamento e ricerca presso 'l'Ecole pratique des hautes études'. In India, le maggiori universitá hanno pubblicato ponderosi studi per verificare la validitá, secondo parametri occidentali, della farmacopea ayurvedica. A Londra, sei anni fa, l'americano Baruch Blumberg, premio Nobel per la medicina 1976, ha constatato sulla rivista medica The Lancet l'efficacia terapeutica, nel campo delle infezioni epatiche, di una cura a base di piante utilizzate dall'Ayurveda. Forse Dhanvantari, arcana divinità protettrice della medicina hindu,  potrà essere utile anche ai nostri laboratori.     

Otto regole per una giornata sana 

Ecco otto semplici regole per condurre  una vita sana secondo  l'Ayurveda:

   1) In piedi presto al mattino. II risveglio dovrebbe avvenire in modo naturale (no a suonerie o altro) e fra le sei e le otto, perché conferisce vitalità e leggerezza al corpo.

   2) Bere subito un bicchiere d'acqua. L'acqua al risveglio purifica l'apparato gastroenterico e ne stimola i riflessi.

   3) Pulire lingua e denti. Tanti disturbi del cavo orale sono provocati dalla patina che si accumula sulla lingua, e che perciò va rimossa.

   4) Automassaggio e gargarismi con 1'olio. Gli oli sono molto importanti      nell' Ayurveda. Al mattino si usano poche gocce d'olio di sesamo per massaggiarsi la testa, i padiglioni auricolari e la punta dei piedi. Per i gargarismi, un cucchiaio d'olio in un bicchiere d'acqua.

   5) I pasti. A orari regolari, nutrienti ma leggeri, e mai di fretta: bisogna essere coscienti di ciò che si mangia.

   6) 1 ritmi del corpo vanno sempre rispettati. Non trattenere mai, quindi, i naturali bisogni corporali, che costituiscono un fattore inquinante.

   7) Meditare. E’ un gesto da compiersi almeno una volta al giorno; che si tratti di yoga o di altro tipo di meditazione, prima di sera bisogna comunque fermarsi e "pulire" la mente.

   8) II riposo notturno é importantissimo. Chi soffre d'insonnia può massaggiare i piedi con olio di sesamo o bere un pò di latte tiepido con un pizzico di noce moscata.