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UROLOGIA OGGI La Urologia è la branca della Medicina che tratta le patologie dell’apparato urinario maschile e femminile (Reni, Ureteri, Vescica, Uretra) e dell’apparato genitale maschile (Pene, Testicoli, Prostata). Alcune patologie dell’apparato urinario danno sintomi tali da creare allarme e spingere a rivolgersi all’urologo: si pensi alla presenza di sangue nelle urine (ematuria), che può essere sintomo di problemi non gravi, ma può anche essere il segnale di un tumore del rene o della vescica o di un calcolo urinario. Molti problemi urologici, però, possono non dare sintomi: gli stessi tumori del rene e della vescica possono essere asintomatici per lungo tempo, e a volte (nei casi più fortunati) vengono riscontrati precocemente solo grazie ad una ecografia eseguita per altri motivi. Anche i disturbi legati alla prostata possono avere una insorgenza insidiosa e protratta nel tempo. La “Ipertrofia prostatica” viene anche chiamata Iperplasia Benigna o Adenoma prostatico, ed è legata all’ingrossamento costante e progressivo della ghiandola già a partire dall’età di 20 anni. E’ quindi un fenomeno “normale” per l’uomo, e giunge a dare sintomi quando il volume della ghiandola provoca ostacolo allo svuotamento della vescica. L’urina, infatti, uscendo dalla vescica deve percorrere l’uretra prostatica, che attraversa la prostata e viene compressa dallo sviluppo dell’adenoma che la circonda. Quando questo avviene il getto minzionale diviene più debole, la vescica non si svuota completamente e lo stimolo ad urinare diviene più frequente di notte e di giorno. Nei casi iniziali è sufficiente una terapia medica; nei casi più avanzati e con grossi adenomi spesso si rende necessaria una terapia più efficace. L’Adenocarcinoma della prostata (da non confondere con l’adenoma) può coesistere con l’adenoma e non dà sintomi per anni. Spesso il Ca della prostata viene riscontrato in persone che si presentano dall’urologo per disturbi che sono provocati dall’adenoma benigno coesistente. Il Ca della prostata è molto diffuso, e la sua incidenza aumenta con l’età. E’ quindi in aumento, parallelamente all’invecchiamento della popolazione. E’ importante sapere che per il Ca della prostata si può parlare di guarigione, se esso viene scoperto e trattato molto precocemente. E’ quindi importante la prevenzione. Fortunatamente, il Ca della prostata è una delle neoplasie per le quali esiste un marcatore specifico: il PSA (Antigene Prostatico Specifico), che viene analizzato con un semplice esame del sangue. Nell’era antecedente al PSA, la malattia veniva quasi sempre riscontrata troppo tardi, dato che i sintomi sono scarsi e tardivi. Grazie al PSA essa oggi viene scoperta molto precocemente, con anni di anticipo rispetto ai sintomi clinici, e può quindi essere efficacemente curata. Data la sua crescente diffusione, oggi viene consigliato anche agli uomini che non hanno disturbi urinari di eseguire un PSA una volta l’anno: se i valori dell’esame sono alterati si debbono eseguire tutte le altre indagini necessarie per escludere che esista una neoplasia. Il PSA, infatti, non è specifico per il tumore, e può essere alterato anche per altre malattie della prostata, come l’adenoma o le prostatiti. In alcune malattie il valore del PSA può anche diminuire, cosa che non è possibile in caso di tumore. Quando la visita urologica e/o il PSA e/o la ecografia fanno sorgere il sospetto di una neoplasia prostatica, viene eseguita la biopsia della prostata. A volte il PSA è moderatamente ma stabilmente elevato, ma gli altri esami, compresa la biopsia, non evidenziano il tumore: in questi casi è indispensabile un monitoraggio ancora più attento nel tempo. Esistono molteplici terapie del Ca prostatico: l’intervento chirurgico, la radioterapia (con diverse tecniche) la terapia medica continua (blocco androgenico). Tali terapie possono anche essere associate, quando necessario. La scelta sulla terapia più adatta al singolo paziente dipende da numerosi fattori (stadio e grado della malattia, condizioni generali, altre malattie concomitanti, età); in linea di principio, l’intervento di prostatectomia radicale, grazie al miglioramento delle tecniche chirurgiche, può essere eseguito nella maggioranza dei pazienti con malattia negli stadi iniziali e dà ottimi risultati sia immediati che nel tempo. E’ invece sconsigliato propendere subito per la terapia medica se è possibile ricorrere all’intervento chirurgico, poiché essa dovrebbe essere lasciata come valida risorsa per il futuro.
Test di autovalutazione della Prostata
Se hai risposto SI ad una o più di queste domande, è consigliabile rivolgersi ad un Urologo.
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